giovedì 26 aprile 2018

Love + Hate


“Essere artista è un modo per interessarsi agli altri senza doverci dormire insieme”: è una delle battute fulminanti della raccolta mista di saggi e racconti che Hanif Kureishi pubblica da Bompiani nella traduzione di Davide Tortorella con il titolo Love + Hate. Scritti che ruotano intorno al tema della creatività (i grandi libri e le grandi idee sono strani. Ogni visione già condivisa del mondo è poco interessante) con uno dei numi tutelari di Kureishi che si rivela essere Kafka (da lui interpretato come scrittore del risentimento, per non dire dell’odio), alla propria autobiografia (con grande risalto alla figura del padre, che voleva fare lo scrittore ma non ci ha mai provato sul serio, e anche a quella del commercialista truffatore che, dopo essere diventato suo amico si è portato via gran parte dei suoi risparmi) e al tema della migrazione (ciascuno di noi è un migrante, lo straniero vede cose che noi non sappiamo). In Volo 423, il racconto che apre il volume, c’è un aereo che continua ad aggirarsi sopra la città in cui doveva atterrare mentre a bordo si scatena l’inferno e la civiltà recede; Il paese dei vecchi descrive un mondo dominato da vegliardi crudeli che perpetuano la loro esistenza grazie a tecniche mediche altamente specializzate schiavizzando e vampirizzando i giovani: ottima dimostrazione di una letteratura che esplora i lati oscuri dell’umanità.

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