domenica 22 aprile 2018

Peccati gloriosi

quando incontriamo Ryan, il protagonista di Peccati gloriosi di Lisa McInerney (tradotto per Bompiani da Marco Drago), è lunedì, è ora di pranzo, lui ha quindici anni e sta per fare sesso in casa sua con Karina, compagna di scuola. Ryan in quel momento è un adolescente in ansia, come lo sarebbe qualunque adolescente di fronte a una ragazza intelligente e bella che ancora non crede voglia stare con lui. Scopriamo anche che Ryan sa suonare il pianoforte (gliel'ha insegnato sua madre) ma è troppo teso per esibirsi ora di fronte a Karina. In realtà non c'è niente di normale nella vita di questo ragazzo che McInerney racconta fino ai suoi ventun'anni. Il romanzo si svolge nella periferia degradata di Cork dove quasi nessuno lavora, la madre di Ryan è morta, il padre è alcolizzato, lui è il maggiore di sei fratelli. L'involuzione di Ryan da studente in gamba con la passione per la musica a spacciatore a tempo pieno, carcerato e possibile killer s'intreccia con quella di due donne, Maureen, una sessantenne che uccide un uomo pensando sia un ladro e Georgie, la giovane compagna dell'uomo, spinta da lui a fare la prostituta. Ognuno dei personaggi sopporta un carico di disgrazie sproporzionato, eppure il tono di McInerney più che tragico è tragicomico, non c'è nessun moralismo, nessuna fede nella redenzione individuale, solo la speranza che chi è fatto di una buona pasta prima o poi smetta di farsi del male. Alle piaghe dell'alcolismo e della droga si aggiunge quella della chiesa cattolica: cattolicissimi i genitori di Maureen che da ragazza l'hanno separata dal figlio del peccato, per allevarlo loro, con il risultato che ora è un gangster spietato; religiosi i gruppi che accolgono Georgie per salvarla dal marciapiede, salvo poi abbandonarla quando combatte con l'uomo che le ha preso la bambina. Un libro che si legge con il cuore in gola: l'autrice, che ha raffinato il suo stile e i suoi temi in un blog, è una narratrice nata, come lo sono magicamente tanti irlandesi.

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