mercoledì 25 aprile 2018

Si scioglie

Eva sale in macchina da Bruxelles diretta al suo paese d’origine, Bovenmeer, un buco di posto dove i negozi non hanno bisogno di nome perché ce n’è uno solo per categoria. È giovane, fa l’insegnante, è molto sola. Ha ricevuto l’invito a una festa per l’inaugurazione di una mungitrice automatica e anche per la commemorazione di Jan che avrebbe compiuto trent’anni ed è morto prima dei sedici (che non siano normali a Bovenmeer s’intuisce già da questo accostamento tra eventi così diversi tra loro). Mentre viaggia e telefona compulsivamente a Tesje, la sorella minore che ha avuto problemi psichiatrici ed è finita in affidamento, Eva ripercorre le tappe dell’estate del 2002. La sua sembra la storia di una ragazzina trascurata dai genitori entrambi alcolizzati (la madre sempre catatonica; il padre, ancora più nocivo, le fa vedere come ci s’impicca e le assicura di avere il coraggio per farlo). Per Eva, i suoi due amici Pim, il figlio dei contadini e Laurens, il figlio dei macellai, costituiscono il legame principale, con loro ha sempre condiviso tutto. Quando quell’estate i due dodicenni cominciano a essere ossessionati dal sesso, Eva li spia e li asseconda. Le chiedono di pensare a un indovinello impossibile e in sua presenza invitano a turno le ragazze del paese in posti appartati promettendo una grossa somma se indovinano e facendole spogliare se non ci riescono. Il gioco si fa sempre più spinto e Eva non recede, ma quando viene il turno di Elisa, a cui lei ha dato la soluzione perché è l’unica ragazza di cui abbia mai desiderato l’amicizia, si compie un dramma le cui conseguenze arrivano fino al presente. Racconto di una comunità asfittica che infetta e cannibalizza i suoi giovani, Si scioglie, tradotto dal neederlandese da David Santoro per e/o ha una perfetta costruzione da thriller e un’aderenza alla fisicità dei personaggi che lo rende terribilmente disturbante.

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