domenica 13 maggio 2018

mamma frustrata

gliel’avevo detto giovedì sera, al suo arrivo da Maastricht al figlio, sarebbe bello se tu mi venissi a prendere alla stazione domenica, almeno ci vediamo mezz’ora, visto che lunedì riparti. Non aveva risposto né sì, né no, ci contavo. È stato tre giorni al mare con la sua ragazza, stasera torna. Al telefono, mentre sono in treno, mi dice che le dieci e un quarto non è un buon orario, c’è di mezzo la cena. Se avesse detto, voglio stare con Virginia fino all’ultimo avrei preferito. Prendo il taxi e per un po’ non mi sente. Ho fatto per i miei genitori un sacco di cose che non mi andava di fare; i miei figli quasi nessuna: che razza di educazione gli ho dato?

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