domenica 27 maggio 2018

Montparnasse, Femminile singolare

Paula sbatte la testa contro la porta. Non ci sta a farsi scaricare così dal fidanzato dopo dieci anni di vita comune. Montparnasse femminile singolare di Léonor Serraille comincia con una trentenne alla deriva (l’intensissima, stravagante Laetitia Dosch): Paula non ha un soldo in tasca, non ha un mestiere, non sa dove andare a dormire, non vuole chiedere aiuto a sua madre (e quando la fa, questa scappa dicendole di lasciarla in pace). Il dono che ha Paula è la sua originalità: non le esce di bocca nessuna frase fatta, non rientra in nessuno stereotipo, lei è lei, con la sua irruenza, il suo dolore, i suoi slanci, la grossa gatta che si porta appresso. Con grande fatica trova lavoro in un negozio di intimo e da dormire facendo la babysitter; fa amicizia con una che la scambia per un'altra, con la bambina di cui si prende cura, con il vigilante del centro commerciale, scopre di essere incinta… Serraille, che ha la stessa età della sua protagonista, racconta un cambiamento e una maturazione, riuscendo ad alternare i toni e a mantenere alta la tensione. Si soffre e ci si diverte; premiato per l'opera prima a Cannes.

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