venerdì 1 giugno 2018

Beautiful music


“La musica è la mia lingua, la colonna sonora che squilla nella mia testa, fatta apposta per soffocare la rabbia di mia madre. È tutto quello che mi dico per sopportare una giornata di spintoni, prese per il culo, insulti. È la mia coperta di Linus, il mio campo di forza, la mia sonora, elettrica, urlante martellante versione audio della bolla. È il mio Babbo Natale, la mia fatina dei denti, il mio coniglietto di pasqua. Con la differenza che la musica esiste davvero.” In Beautiful Music, tradotto da Claudia Tarolo per Marcos y Marcos, Michael Zadoorian racconta un pezzo di infanzia e di adolescenza di Daniel Ymzeski, un ragazzino che nella Detroit dei primi anni settanta trova, nella radio prima e poi nei dischi che si compra, la forza per sopportare lo stato catatonico della madre e il bullismo che subisce sia a scuola sia nel lavoro pomeridiano di impacchettatore di libri. A dieci anni la vita di Daniel non era così male: stava molto a casa, costruiva modellini di auto, il padre lo portava a vedere gare di macchine, la mamma aveva ogni tanto dei giorni buoni. Certo, fuori impazzava la rivolta razziale, i genitori commentavano con preoccupazioni i telegiornali e lui era angosciato dal pensiero del liceo dove era convinto che l’avrebbero costretto a drogarsi. Qualche anno dopo il padre muore d’infarto e Daniel resta solo a fronteggiare la schizofrenia della madre, i problemi economici, e l’aggressività che il suo aspetto dimesso scatena nei coetanei. Ma c’è la musica che lo accompagna da quando si sveglia a quando va a letto: un’insegnante gli da l’incarico di fare gli annunci a scuola accompagnandoli da un sottofondo scelto da lui e il sogno di diventare un conduttore radiofonico lo rafforza e lo sostiene. Trova un amico, prova la marijuna, salta la scuola, scopre la masturbazione, scrive lettere al padre, recupera la madre.  Mi era piaciuto In viaggio contromano di Zadoorian per la capacità di alternare commedia e tragedia e di aderire alle istanze profonde dei personaggi; ho ritrovato queste doti potenziate in Beautiful music, un godibilissimo romanzo di formazione.

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