sabato 9 giugno 2018

Dogman

Marcello ama i cani e di mestiere li lava e li accudisce; Simone è suo amico, ma è fuori controllo, è un ex pugile violento e coicanomane, terrorizza il quartiere ed esaspera i commercianti. La prima parte del film di Matteo Garrone, Dogman, mostra la vita tutto sommato spensierata di Marcello tra il lavoro, le chiacchiere al bar, le immersioni subacque con la figlioletta, le cene in compagnia del suo cane. C’è solo Simone ad incombere: vuole sempre più droga, non la vuole pagare, picchia, rapina e coinvolge nelle sue imprese un sempre più riluttante Marcello. Siamo in una livida periferia romana che, fotografata in modo sublime, appare in tutta la sua desolazione. Pur di non denunciare Simone, Marcello sconta un anno di carcere. Quando esce la sua mitezza si è dissolta, è un concentrato di rabbia. La storia vera del Canaro e della sua tremenda vendetta sul pugile che lo angariava offre a Garrone lo spunto per disegnare la figura di un uomo che cerca invano di proteggere il suo piccolo mondo. Parte dalla cronaca ma arriva alla fiaba e più che le facce insanguinate restano negli occhi dello spettatore la compostezza dei cani e lo sguardo di Marcello Forte, uno sguardo capace di riassumere tutto il male del mondo.

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