giovedì 7 giugno 2018

il tamponamento

ero quasi arrivata al lavoro quando, al momento di svoltare su via Ettore Romagnoli, sono stata tamponata. Rintronata per la botta improvvisa, ho accostato la macchina e sono scesa. Dietro di me si è fermata una signora e la prima cosa che mi ha detto è stata, mio marito sta morendo. Mi sono sentita proiettata in un racconto di Carver: da una parte volevo farle firmare un semplicissimo modulo in cui lei dichiarava di essermi venuta addosso, dall'altra c'era questa dichiarazione spaventosa che la metteva al riparo da questioni pratiche. Questioni pratiche che però le erano molto presenti: mi ha detto, mettiamoci d'accordo tra noi, non mi faccia salire il prezzo dell'assicurazione, le do il mio numero di telefono, lei va dal carrozziere, mi dice quant'è e io le faccio il bonifico. Ho ceduto, anche perché ha ribadito che aveva passato la notte accanto al marito ed era fuori di sé. Domani andrò dal carrozziere e scoprirò se diceva sul serio oppure no. Di sicuro per ora c'è solo la botta che ha preso il mio collo (e il fanalino di coda della mia macchina).

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