domenica 10 giugno 2018

L'atelier

una scrittrice tiene d'estate un laboratorio di scrittura creativa con un gruppo di ragazzi, uno di questi si pone all’opposizione rispetto agli altri, ce l’ha con gli arabi e scatena nella scrittrice  sentimenti ambigui: se un simile soggetto fosse stato affrontato da un regista americano avremmo avuto azione e tensione. Laurent Cantet in L’atelier sceglie uno stile simil documentaristico e lunghi dialoghi: Olivia, la giallista, prova a capire cosa passa per la testa di Antoine, anche per utilizzarlo nel libro a cui sta lavorando, Antoine è sempre più aggressivo e sfuggente. La Ciotat, nel Sud della Francia, è una cittadina sul mare in cui in passato si costruivano grandi navi e ora solo yacht per ricchi. Mentre la maggior parte dei ragazzi accoglie il suggerimento di partire dalla storia del posto, Antoine è ossessionato dal Bataclan e vorrebbe scrivere sulla follia omicida. Pistola alla mano va di notte a casa della scrittrice… Pieno di spunti interessanti sulle pulsioni tardo adolescenziali, ma che fatica quest'assenza di ritmo.

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