martedì 3 luglio 2018

Il pane del ritorno


una donna senza infanzia (padre disperso in guerra, madre morta prima di potersi far conoscere) con una vita molto movimentata e un affetto fondamentale, quello per la sorella Abbie con cui ha condiviso sempre tutto: questa è Frida, protagonista e io narrante del corposo romanzo Il pane del ritorno di Franca Cancogni pubblicato da Bompiani. Cancogni, nata nel 1920, sceneggiatrice e sorella del più noto poeta Manlio con cui fa scrisse il romanzo Adua, ricostruisce la storia di due ragazze ebree nate in uno sperduto villaggio dell’Asia Centrale e adottate da un ricco signore di Bukhara, Asherov, che le inserisce all'interno nella sua grande famiglia. I ricordi più felici della vita di Frida sono legati a questo personaggio e alla sua cuoca Safila: nella villa in campagna la ragazzina scopre i libri e la cucina, due passioni che non la lasceranno mai. Ma la Storia incombe, l’Uzbekistan diventa un posto pericoloso per gli ebrei, e la famiglia deve organizzare una fuga suddividendosi in piccoli gruppi. Cinque anni a Teheran, poi l’Afghanistan e l’India: a diciannove anni Frida sposa Daniel, uno dei figli di Asherov, non perché lo ami ma perché sua sorella ne ha sposato un altro e questo è il modo più semplice per restare unite. Daniel si appassiona al sionismo e riesce nell’intento di trasferirsi in Palestina; intanto Frida ha una serie di gravidanze, fa amicizia con le donne arabe di un villaggio poi raso al suolo, subisce i continui traslochi. A un certo punto la coppia approda a Milano, ma la vecchiaia di Frida e della sorella è in una casa di riposo di Tel Aviv, da dove scrive il suo memoriale, registrando anche le storie degli ex internati in campi di concentramento nazista. Di questo libro corredato da un’ampia appendice di ricette uzbeche colpisce la freschezza dello sguardo: che racconti le prime mestruazioni avute durante la fuga con l’unico supporto di una giornalista inglese a spiegarle cosa le sta succedendo o la rabbia verso il marito molto responsabile ma incapace di slanci, Cancogni sa rendere il punto di vista di una ragazza costretta a crescere prima del tempo. Giovedì la incontro e intervistare  una novantottenne di valore mi emoziona molto.

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