domenica 8 luglio 2018

la cena senza cibo

ieri sera avevo invitato a cena Maurizio e Gabriella. La mattina sono andata a fare la spesa, ho preso le vongole, quattro oratine, due calamari e poi mi sono goduta la mia giornata al mare. Oltre a loro a tavola  ci sarebbero stati il marito, la figlia con un’amica, papà e Virginia. Poco prima che arrivassero gli invitati mi sono resa conto che non avevo vino, non avevo antipasto, e tre pomodorini per contorno non erano adeguati. Avrei potuto fare uno scatto e correre in paese a procurarmi quello che mancava, ma fiaccata dal caldo e dalle nuotate, mi sono limitata ad apparecchiare la tavola in giardino e ad aspettare gli ospiti. La figlia, sempre impietosa, ha cominciato alle sette e mezza, davanti agli invitati, a lamentarsi che non c’era niente da mangiare e loro hanno riso, ricordandosi la serata di diversi anni fa in cui lei bambina a Roma aveva fatto irruzione in sala da pranzo lamentandosi perché avevo cucinato solo per gli ospiti e non per lei che era malata. Alla fine si è mangiato abbastanza bene, grazie al marito che si è prodigato ai fornelli e al barbecue. Io però devo smetterla di estendere il mio pauperismo alimentare anche ai malcapitati che convoco alla mia tavola.

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