lunedì 22 ottobre 2018

Boy Erased


a diciannove anni Garrad aderisce al progetto Love in Action (LIA). Dietro questa sigla rassicurante si nasconde un’associazione che mira a sradicare il peccato dell’omosessualità, riportando i giovani sulla retta via con metodi mutuati dagli Alcolisti Anonimi e dai centri per tossicodipendenti. In Boy Erased, Vite cancellate che esce da Black Coffee nella traduzione di Leonardo Taiuti, Garrad Conley ha raccontato questa terribile esperienza, intervallando la descrizione delle sessioni di gruppo con ricordi della sua infanzia e adolescenza. Garrad cresce in un piccolo paese dell’Arkansas, suo padre prima ha un cotonificio, poi dirige una filiale della Ford, e soprattutto è un predicatore della Chiesa battista missionaria. La madre, casalinga, è molto legata al figlio, come lui ama leggere; sarà lei a un certo punto ad aiutarlo a mollare l’insano progetto, ma all’inizio lo accompagna da loro, sperando che lo facciano diventare “normale”.  Oltre alla madre, Garrad ha dalla sua gli strumenti culturali (il manualetto sgrammaticato che dovrebbe imparare a memoria lo urta profondamente) e il senso dell’umorismo (sentirsi l’equivalente di un tossicodipendente o di un rapinatore solo perché gli piacciono i ragazzi non fa per lui). Spaventa l’idea che negli Stati Uniti di oggi (l’anno fatidico del corso è il 2004) esistano luoghi infernali come la LIA. Dal libro è stato tratto un film con Russell Crowe e Nicole Kidman nel ruolo dei genitori; Garrad Conley è in tour in Italia questa settimana.  

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